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Relazione presente nel Laboratorio:

Antonella Ceccagno

Migranti di prima e seconda generazione: la realtà delle scuole pratesi

Centro Servizi e Ricerche per l’Immigrazione, Comune di Prato


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Estratto da: A. Ceccagno, Giovani migranti cinesi: La seconda generazione a Prato, Milano, Franco Angeli, 2004

8. QUALI PROSPETTIVE PER I GIOVANI CINESI

8.1 Stratificazione della comunità cinese, anche nelle fasce giovanili
Nel corso dei circa vent’anni di presenza in Italia, i nuovi migranti cinesi sono andati differenziandosi gli uni dagli altri tanto da dare vita ad una comunità che è sempre più complessa ed articolata, fatta di persone che godono di livelli differenziati di inserimento linguistico, lavorativo, economico e sociale nella realtà in cui abitano. Esistono i cinesi che sono arrivati in Italia con l’intenzione di restare giusto il tempo di fare soldi – e in fretta – e che poi sono rimasti perché nel frattempo la loro famiglia si era inserita in questo paese; ci sono quelli che ancora pensano di tornare in Cina prima di diventare vecchi, perché vivere qui per loro significa vivere da sradicati, sempre fuori luogo e senza possibilità di vera mobilità sociale verso l’alto. Un certo numero di cinesi ha raggiunto l’agiatezza economica, altri arrancano dopo anni di permanenza in Italia, sconfitti nel loro sogno imprenditoriale; altri ancora si sono invece affermati ben oltre le aspettative iniziali e costituiscono oggi un’élite all’interno della comunità. Vi sono poi significative differenze generazionali. I giovani cinesi sono maggiormente scolarizzati dei loro genitori e in generale possono contare su competenze linguistiche e livelli di familiarità con il territorio e le sue norme culturali che non hanno equivalente tra gli adulti.
Tuttavia, benchè il limes generazionale sia quello forse più significativo e quello che sul lungo periodo sarà maggiormente responsabile dell’evoluzione della presenza cinese in Italia, le differenze e le stratificazioni che rendono la comunità cinese composita e irriducibile ad un modello compatto di insediamento sono trasversali e toccano pesantemente anche i giovani, tanto che in Italia è facile trovare giovani cinesi con condizioni di vita lontanissime o addirittura opposte. Vi sono (minoranze ristrette di) giovani che vivono in famiglie agiate, magari con contatti familiari ed amicali in tutta Europa oltre che in Cina, che parlano un ottimo italiano, che studiano all’università e che si sono recati in paesi anglosassoni per studiare la lingua inglese – e sono quindi all’altezza degli altri giovani rampolli della diaspora che si assicurano un curriculum che permetta loro di accedere a posizioni lavorative a livello internazionale. E vi sono giovani cinesi approdati da poco in Italia, in attesa di accedere alla regolarizzazione, spesso vittime di abusi e speculazioni da parte di italiani e cinesi (su questo argomento, niente affatto marginale nella vita di tanti cinesi e immigrati in genere si veda Rastrelli, 2003). Sono giovani che non parlano una parola della lingua italiana e che percepiscono che il loro sogno di diventare lavoratori in proprio, anche a livelli modestissimi, difficilmente si avvererà. L’unica cosa che questi due tipi di giovani cinesi hanno in comune è l’accesso a una dimensione internazionale legata alla loro condizione di migranti, alla diffusione della diaspora cinese in tutta l’Europa e alla crescente presenza e importanza della Cina nel contesto internazionale.

8.2 Esiste una specificità cinese?
In questo volume – giocato nel rimando continuo tra situazione nazionale e situazione locale - siamo entrati nel dettaglio delle caratteristiche dell’insediamento cinese in Italia e abbiamo cercato di evidenziare come le interazioni tra la comunità di origine e il contesto italiano intervengano nel determinare o quantomeno nell’indirizzare il tipo di crescita culturale, di educazione formale e di prospettive future per gli adolescenti e i giovani cinesi in generale.
La trattazione di questo tema ha fatto affiorare la questione se vi sia una specificità cinese che porta problematiche differenziate da quelle degli altri migranti - e dei giovani migranti in particolare.
La specificità del percorso di crescita, di socializzazione e di acculturazione dei ragazzi cinesi rispetto a ragazzi con diverse origini nazionali è emersa anche in uno studio condotto recentemente sull’integrazione dei giovani immigrati a Milano (Cologna e Breveglieri, 2003). A Milano i ragazzi di nazionalità cinese hanno mostrato alcuni tratti specifici: sono quelli tra i quali prevalgono le amicizie fra connazionali e sono anche quelli che dichiarano di avere meno amici italiani (anche se solo il 6,8% dichiara di non avere alcun amico italiano). Inoltre hanno una forte percezione del proprio grado di esclusione da parte degli italiani, una percezione che “in questa fascia di età nessun altro gruppo considerato condivide e che costituisce sicuramente un dato distintivo di questa nazionalità” (Breveglieri, 2003) . Inoltre a Milano i ragazzi cinesi sono quelli con la maggior frequentazione di case di amici connazionali (84,9%) e con la minore frequentazione di case di amici italiani (che però nelle risposte al questionario cui sono stati sottoposti corrisponde ad una cifra significativa: il 51,3% del totale). In altri contesti invece i giovani cinesi sembrano vivere minori problemi di altri gruppi nazionali: riconoscono ad esempio un ruolo forte alla famiglia, che costituisce l’orizzonte di riferimento etico-valoriale, e non sembrano vivere problematicamente i ruoli genitoriali come invece succede per ragazzi con altre origini nazionali (eritrei e egiziani mussulmani). Tuttavia i valori che richiamano lo svago, il divertimento e la socialità - mediamente superiori alla media italiana per tutte le altre nazionalità – nell’indagine milanese appaiono di scarsissima rilevanza per i cinesi. Anche per quanto riguarda la competenza linguistica in lingua italiana i cinesi sono il gruppo nazionale tra i giovani immigrati a Milano che si distingue dagli altri per alcuni significativi casi di isolamento linguistico. Le carenze linguistiche in italiano sono rafforzate anche da altri elementi di contesto che complessivamente pongono questo gruppo nazionale in una posizione di chiaro svantaggio linguistico rispetto a tutti gli altri. Mentre a Milano l’italiano è capito dalla quasi totalità dei genitori filippini, egiziani, peruviani ed eritrei, quasi la metà dei genitori cinesi dispone di una conoscenza insufficiente della lingua italiana. Questo tende ad ostacolare l’uso dell’italiano fuori dalla famiglia: infatti sono solo i cinesi a utilizzare massicciamente la lingua madre con gli amici (oltre il 50%). A Milano il 51% dei ragazzi cinesi preferisce parlare con gli amici nella lingua del paese di origine, mentre il 48% preferisce parlare con loro in italiano.


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