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Relazione presente nel Laboratorio:

Alessandra Pedone

Il progetto Health Promoting Hospitals sulla interculturalità dell’assistenza ospedaliera

Coordinatrice progetto interaziendale Health Promoting Hospitals Interculturalità, Azienda USL 8 Arezzo


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REQUISITI MINIMI DI UN OSPEDALE INTERCULTURALE

Obiettivo generale: ripensare l’ospedale come punto dove le culture si incontrano rivedendo i concetti di integrazione e pluralismo culturale. Garantire l’adozione da parte delle aziende sanitarie e ospedaliere degli standard riferiti ai progetti in tema di alimentazione, culto, nascita, morte e dolore. In particolare in un ospedale interculturale devono essere garantiti i seguenti requisiti:
1. Esistenza di un servizio di mediazione linguistico-culturale
2. Formalizzazione (delibera) della costituzione del gruppo di lavoro “Intercultura” all’interno del progetto HPH
3. Presenza, nelle strategie aziendali, di specifici riferimenti all’interculturalità: documenti di programmazione (PAL, Piano della comunicazione aziendale, Piano della formazione, singoli progetti), carta dei servizi, ecc.
4. Sviluppo della comunicazione a livello aziendale ed extra sui temi dell’intercultura per l’approfondimento delle conoscenze dell’operatore e della sua capacità di ascolto e risposta, nonché per il miglioramento della conoscenza da parte dell’immigrato sull’utilizzo dei servizi offerti (mass media, sito Internet, Intranet, giornalino aziendale, articoli su stampa locale, n. verde, segnaletica multilingue)
5. Esistenza di progetti specifici di formazione per il personale sui temi dell’Intercultura
6. Esistenza di progetti specifici di educazione alla salute per ospedale e territorio, con il coinvolgimento dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta
7. Periodici incontri con i rappresentanti delle comunità straniere
8. Scambi culturali degli operatori, a parità di professionalità, con i paesi a più antica tradizione migratoria per consentire un confronto sulla modalità di gestione delle tematiche interculturali in sanità
9. Presenza di operatori formati e sensibili sui temi dell’interculturalità all’interno dei reparti e dei servizi con maggiore affluenza di stranieri
10. Produzione di report specifici sull’utilizzo dei servizi sanitari da parte della popolazione straniera e introduzione di indicatori di salute degli stranieri all’interno dei Profili di Salute

ALIMENTAZIONE
Obiettivo: garantire pietanze rispettose delle diverse culture
Definizione: traduzione e/o rappresentazione tramite ideogrammi dei menù di base, in modo che i ricoverati stranieri possano scegliere le pietanze non contrarie alla propria cultura e religione.
Azioni (substandard): informazione multilingue sulla possibilità di scelta del menù e/o rappresentazione mediante ideogrammi; predisposizione di materiale informativo tradotto o illustrato su diete da seguire per alcune patologie in cui sono previste particolari prescrizioni alimentari (gestosi gravidica, diabete, celiachia, allergie, ecc.)
Indicatore: 1. n. schede informative tradotte e utilizzate sulla opportunità di scelta delle pietanze, 2. n. patologie trattate all’interno dei fogli informativi, 3. n. lingue offerte all’interno di ciascun foglio
Standard: presenza di almeno 4 possibilità si scelta di menù che tengano conto delle diverse culture, presenza di schede informative sulla corretta alimentazione per almeno 2 patologie, tradotte e utilizzate
Valutazione: questionario di gradimento specifico o introduzione di domande ad hoc in lingua nel questionario esistente per la rilevazione del grado di soddisfazione degli utenti adottato in RT.

CULTO
Obiettivo: rispetto dei diversi culti all’interno dell’ospedale
Definizione: l’azienda incontra le diverse rappresentanze di comunità e concorda le necessità di espressione dei vari culti
Azioni (substandard): favorire la conoscenza delle principali ricorrenze religiose anche mediante calendario, manifesti e/o eventi, predisposizione di una procedura per l’accesso dei ministri di culto
Indicatore: procedura, numeri telefonici e/o cellulari per reperire i ministri dei diversi culti
Standard: procedura per garantire l’accesso, su richiesta dei ricoverati, ai diversi ministri di culto
Valutazione: esistenza della procedura e dei numeri telefonici per reperire i ministri di culto

MORTE
Obiettivo: rispetto delle ritualità di appartenenza
Definizione: l’azienda incontra le diverse rappresentanze di comunità e concorda le necessità di espressione dei vari culti in caso di morte
Azioni (substandard): definizione di procedure e protocolli concordati con il territorio (consulta stranieri/rappresentanti - mediatore - comune/servizi cimiteriali -igiene pubblica – servizi sociali), produzione di materiale informativo in varie lingue per l’utente, informazione operatori sanitari (medici - capo-sala), adeguamento dell’obitorio ai diversi culti (progetto e fasi)
Indicatore: procedura sulla morte in reparto / numero reparti, presenza dei recapiti dei ministri di culto in reparto / numero reparti, materiale informativo tradotto presente in reparto / numero reparti, presenza di un progetto di adeguamento in fasi di realizzazione
Standard: presenza della procedura in tutti i reparti
Valutazione: esistenza della procedura e dei numeri telefonici per reperire i ministri di culto nei reparti

NASCITA
Obiettivo: definizione di un percorso nascita con il territorio, consultorio, pediatri, medici di medicina generale per garantire il rispetto del parto secondo le scelte culturali e gruppi di appartenenza
Definizione: l’azienda, nel momento del travaglio e del parto, favorisce, nei limiti della sicurezza, il rispetto della nascita all’interno della sala parto e annessi garantendo la continuità dell’assistenza con il territorio (consultorio)
Azioni (substandard): favorire la conoscenza delle principali espressioni culturali relative alla nascita fra gli operatori, rivisitazione dei contenuti e delle modalità di organizzazione dei corsi di preparazione al parto per favorire la frequenza di donne straniere, produzione di materiale informativo e tecnico multilingue di supporto al personale
Indicatore: n. donne straniere che hanno frequentato i corsi / donne straniere che hanno partorito, n. vaccinazioni completate / totale bambini in età vaccinale, confronto con: n. donne italiane che hanno frequentato i corsi / donne straniere che hanno partorito, confronto con: n. vaccinazioni completate a bambini italiani / totale bambini in età vaccinale
Standard: definizione, traduzione in almeno 6 lingue e sperimentazione (campione) di un questionario di soddisfazione per le donne straniere che hanno partorito in ospedale (vedi questionario adottato dal SSSUP S.Anna di Pisa per il progetto “Valutazione e valorizzazione della performance delle aziende sanitarie della Toscana”), copertura vaccinale del 100% dei bambini residenti nati da straniere all’interno dell’ospedale
Valutazione: presenza del questionario e report sulle vaccinazioni di bambini stranieri

DOLORE
Obiettivo: garantire il trattamento del dolore nel rispetto della cultura di appartenenza
Definizione: rilevare il dolore e offrire l’opportunità di trattamento dopo aver correttamente informato
Azioni (substandard): adattamento delle scale utilizzate per la rilevazione del dolore alle diverse culture con il supporto dei mediatori linguistico culturali e degli anestesisti, predisposizione di materiale informativo tradotto sulla possibilità di trattamento
Indicatore: n. soggetti informati sulla possibilità di trattamento del dolore / n. soggetti trattabili, n. soggetti cui è stato rilevato il dolore / n. soggetti trattabili, n. soggetti trattati / n. soggetti trattabili
Standard: scala di rilevazione adattata e tradotta
Valutazione: esistenza della scala di valutazione del dolore adattata e tradotta


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