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Relazione presente nel Laboratorio:

Grazia Lesi

Spazio Esperienze 1: Esperienze di lavoro con donne immigrate in difficoltà

Centro per la salute delle donne straniere e i loro bambini, Unità Operativa consultori AUSL di Bologna


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Con la collaborazione di Anna Giulia Gramenzi (medico epidemiologo)
Centro per la Salute delle Donne Straniere e loro Bambini, Responsabile: M.G.Caccialupi Unità operativa consultori Azienda USL di Bologna,Direttore:Clede Maria Garavini

Predisposizione e curiosità
Mi sono spesso domandata, se siano necessarie particolari predisposizioni per lavorare con utenti in condizioni socio-sanitarie difficili, credo che l’unica vera diversità sia l’approccio ai problemi.
La complessità delle situazioni richiede flessibilità, per tenere conto nei protocolli diagnostici e terapeutici dell’utente e delle sue caratteristiche, consapevoli che il confine tra flessibilità e rinuncia a fare è labile e contiene in sé il rischio di diventare “punitivi” verso l’utente difficile, accentuando lo stereotipo che:”tanto non seguono e perciò non vale la pena di impegnarsi”.
L’intreccio delle situazioni porta a ripensare allo stile di lavoro; al centro non c’è l’operatore, che vive spesso un’apparente perdita di ruolo, ma il lavoro d’equipe che richiede un certo grado di intercambiabilità nella definizione dei compiti. L’integrazione nel gruppo delle diverse professionalità diviene una risorsa fondamentale per tutti operatori e utenti. Al centro del servizio sta l’accoglienza, filtro e presa in carico allo stesso tempo, una modalità organizzativa che permette comprendere i bisogni favorendo migliori risposte all’utente e stili di lavoro più efficaci.

Il lavoro in situazioni al limite tra legalità e illegalità
Quando l’ambito di lavoro è la presa in carico di utenti in condizioni di difficoltà socio-sanitaria è necessario essere consapevoli che non esistono soluzioni personali, ma che ci confrontiamo con fenomeni mondiali davanti ai quali la sensazione di impotenza è la regola. La necessaria mediazione, tra l’offerta di servizi per la salute e la capacità della donna di usufruirne, può divenire per stanchezza o comodità, adeguamento passivo a comportamenti potenzialmente dannosi per la salute; esempi particolarmente coinvolgenti li troviamo nelle donne giunte nel nostro paese attraverso il traffico illegale di persone.

Esperienza di mediazione progetto prostituzione
Un aspetto particolare è la mediazione in contesto di prostituzione, in questi contesti operatore e mediatrice mettono in gioco il proprio essere persone, le idee, le emozioni e la cultura.
La mediatrice è anche operatore di strada e vive più direttamente il contesto di vita della la donna prostituta e il difficile equilibrio tra le proprie convinzioni e il rispetto della donna e della sua scelta (ove sia una scelta).

Traffico internazionale di persone le nuove schiavitù/servitù La prostituzione della donna straniera è uno degli aspetti del traffico di persone, esistono sicuramente delle diversità tra la prostituta italiana, più consapevole e la prostituta straniera. Da una ricerca del PARSEC di Firenze ho tratto alcune riflessioni che vi propongo.

Percorsi di arrivo
La donna straniera per giungere in Italia segue il canale del traffico illegale di persone che è in mano ad organizzazioni criminali internazionali collegate alle criminalità dei singoli paesi di arrivo. Esistono sicuramente varie sfumature di situazioni relativamente alla tipologie di prostitute straniere (le situazioni vanno vagliate di volta in volta ascoltandone le storie), che si trovano tra i due estremi: la prostituta “che sa”, ma che non poteva immaginare il grado di rischio e degrado a cui andrà incontro, la prostituta che “non sa” e che quindi subisce violenze fisiche e psicologiche.
E’ importante evitare sia la presa di distanza sia l’atteggiamento salvifico, per superare gli stereotipi e guardare la donna nella sua complessità e risorse, domandandoci da quale contesto sociale proviene, (grado di povertà) e da quale contesto culturale (ruolo della donna e significato della prostituzione nel paese d’origine).
Europa dell’Est, Nigeria,Tailandia ed altri, sono spesso per motivi diversi, luoghi dove la prostituzione è diffusa abitudine degli uomini locali e dove l’aumento della ricchezza si manifesta anche con un accresciuto accesso sessuale alle donne, che diviene uno dei tanti “status simbol” di potere-ricchezza. Per questi motivi è importante tenere conto del ruolo della donna in quei paesi, di quanto la donna sia considerata un soggetto portatore di diritti o un oggetto passivo a bassissima capacità di scelta individuale.


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