Secondo un''antica storia indiana:
Sei ciechi furono portati al cospetto di un elefante e fu chiesto loro di descriverlo.
Il primo toccò la zanna e disse: è una lancia! Il secondo toccò una zampa e disse: è un albero! Il terzo toccò la coda e disse: è una corda! Il quarto toccò la proboscide e disse: è un serpente! Il quinto toccò un orecchio e disse: è un ventaglio! Il quinto toccò un fianco e disse: è un muro!
Nessuno di loro descrisse correttamente l’elefante, ma se uniamo tutte le loro impressioni, potremmo avere una descrizione che si avvicina molto alla realtà.
Descrivere la salute di una comunità è un problema altrettanto complesso.
La salute è qualcosa che non si vede e che può essere definita e osservata in modo diverso dai soggetti in base alle differenti culture, valori, età, stato di salute, “punti di vista”…
Per valutare i bisogni i bisogni di salute di una comunità è quindi importante sviluppare un processo di analisi che preveda l’utilizzo di più metodi e la partecipazione dei diversi attori sociali.
A Cesena, nell’ambito dell’elaborazione del locale Piano per la Salute si è adottato un percorso di analisi partecipata dei bisogni di salute.
Il Piano per la Salute
“La salute è un bene fondamentale per l’individuo e per la collettività” con queste parole si apre il Piano Sanitario Nazionale 1998-2000 che auspica la realizzazione di un patto di solidarietà per la salute che impegni e responsabilizzi le istituzioni sanitarie e gli altri attori sociali della comunità a lavorare insieme per la tutela e la promozione della salute.
Molte persone, ancora oggi, credono che la loro salute dipenda dalla disponibilità ed efficacia dei Servizi Sanitari e che la tutela della salute sia da delegare ai medici e agli amministratori sanitari. I dati epidemiologici mostrano che i bisogni di salute ed i fattori causali che hanno un potenziale impatto sulla salute della comunità, sono solo in minima parte sotto il controllo del Servizio Sanitario, i principali determinanti della salute sono di natura sociale, ambientale ed economica e solo con l’intervento dei diversi settori della società si possono affrontare con successo.
Interventi volti a ridurre le condizioni di povertà e di esclusione sociale, iniziative finalizzate a promuovere il ruolo sociale dell’anziano, interventi a sostegno delle famiglie che assistono malati cronici e disabili, una pianificazione urbanistica che tuteli le aree verdi e migliori la sicurezza stradale, interventi a favore dello sviluppo del volontariato… sono solo alcuni esempi di azioni, realizzate da soggetti non sanitari, che possono portare a miglioramenti sostanziali dello stato di salute dei cittadini.
Per migliorare lo stato di salute e rispondere ai bisogni dei cittadini è necessario quindi, spostare l’attenzione dalle politiche di servizi sanitari alle politiche di salute, realizzando interventi intersettoriali che coinvolgano attivamente le diverse categorie sociali della comunità (politici, cittadini, organizzazioni di volontariato, scuola, sindacato, imprenditori, operatori sociosanitari, mondo della comunicazione…..) e siano orientati ad un obiettivo comune: il miglioramento della qualità della vita, in particolare per coloro che vivono in condizioni svantaggiate.
|