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Relazione presente nel Laboratorio:

Guido Giarelli

Bisogni di salute e pluralismo culturale

Docente di Antropologia Culturale, Università di Bologna


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Mi complimento e ringrazio gli organizzatori per la ricchezza, la completezza, gli stimoli e lo sforzo compiuto che, devo dire, ho trovato poche volte in giro per l’Italia e anche all’estero.
Lo sforzo di mettere insieme tematiche che spesso vengono trattate in maniera specialistica, ma con approcci diversi: la medicina tradizionale, le medicine convenzionali e non convenzionali, le medicine che spesso vengono chiamate “da immigrati”, e non è una gran etichetta perché sembra di creare una ghettizzazione ad hoc.
Questo mi è sembrato lo sforzo maggiore, che ho apprezzato tantissimo, e spero in questi 20 minuti di riuscire in qualche modo a restare al vostro livello, nel senso di offrirvi qualche elemento che possa esservi utile anche come chiave di lettura di questa esperienza.
Io ho due chiavi di lettura in particolare, una di tipo sincronico multidimensionale, e l’altra più di tipo diacronico, una periodizzazione storica, che credo ci possono in qualche modo essere utili per leggere le cose di cui avete parlato questa mattina.
Io riprenderò molto sinteticamente queste cose e cercherò di dare una chiave di lettura. La prima delle due chiavi di lettura, quella diacronico multidimensionale è questa: questo è quello che si chiama il quadrilatero corretto, innanzi tutto si basa su una distinzione che consideriamo fondamentale, credo, anche molti di voi consapevolmente o inconsapevolmente l’hanno utilizzata nelle cose che sono state dette, e cioè la distinzione tra quello che io chiamo il “sistema di salute” ed il sistema sanitario. Il presupposto è che il sistema sanitario non esaurisce tutto ciò che noi consideriamo l’ambito tematico proprio della salute, intesa in senso lato. Allora da questo punto di vista dobbiamo prendere in considerazione una serie di altri fattori che sono collocati ai quattro vertici di quello che è il quadrilatero di Ardigò, e rappresentano gli altri elementi significativi che dobbiamo prendere in considerazione quando parliamo di salute. Questi elementi costituiscono quello che qualcuno, oggi, ha definito “il contesto che è cambiato”, allora dobbiamo identificarlo più precisamente questo contesto, che io chiamo il contesto significante dei sistemi sanitari, ed è appunto il sistema di salute, che a sua volta include: il sistema sociale, con i vari sotto sistemi politico, economico, culturale, giuridico; l’ambiente esterno, l’habitat delle società umane; la natura interna della società stessa, il nostro essere corpo, mente, cervello, quindi la nostra unità psicosomatica, in altre parole è il soggetto che viene scorporato ma solo per scopi analitici, non c’è cartesiana distinzione tra res cogitans e res estensa, è il soggetto considerato in chiave meadiana, come soggetto relazionato, quindi soggetto collocato in un contesto sociale di relazioni umane, la persona inserita nel suo microcosmo di vita quotidiana.
Se guardate il sistema sanitario inserito in questi quattro poli, abbiamo queste connessioni: la prima lega il sistema sanitario al sistema sociale, la chiamo “la connessione strutturale” perché è quella che ci rivela la struttura dei vari sistemi sociali e la relazione tra questi; la connessione 2, tra sistema sanitario e natura esterna, è quella che chiamo “la connessione ecologica” perché legata all’ambiente esterno, visto sia come risorsa e possibilità di utilizzare strumenti che poi ci servono anche a livello sanitario (pensate alle piante, i minerali ecc.) ma anche come rischio, come pericolo, come fattore potenzialmente patogeno; la connessione 3 è quella che chiamo la “connessione biopsichica” perché collega il sistema sanitario al nostro essere mente, corpo e cervello; quella numero 4 è quella che chiamo “fenomenologica”, perché è legata alla relazione fra il soggetto, la sua esperienza, il suo vissuto e il sistema sanitario.

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