L'Albero della Salute
Promozione della salute dei migranti
e delle comunità

Rete Sensibile

Scheda del progetto formativo

RETE SENSIBILE

 

La Struttura di riferimento per la Mediazione culturale in Sanità – Regione Toscana – L’Albero della Salute ha realizzato da ottobre 2007 a gennaio 2008 il progetto formativo “Rete sensibile” (Decreto 6686 del 29 dicembre 2006) allo scopo di promuovere la disseminazione di una sensibilità culturale a favore della sicurezza sul lavoro delle persone migranti.

 

Il progetto è stato rivolto agli operatori dei Dipartimenti di Prevenzione delle Aziende Usl della Regione Toscana addetti alle funzioni di assistenza, vigilanza e controllo nei luoghi di lavoro, quindi nello specifico agli operatori PISLL (Prevenzione ed Igiene Sui Luoghi di Lavoro) con apertura al gruppo comunicazione regionale.

 

Gli obiettivi del progetto sono stati:

  • Fornire elementi informativi e di analisi dei caratteri socio-demografici dei gruppi migranti e di ricostruzione dei percorsi di migrazione, come strumenti di conoscenza utili a facilitare l’incontro e le relazioni degli operatori dei Dipartimenti di Prevenzione con le persone straniere.

  • Fornire dati e informazioni sulle motivazioni economiche e lavorative dei migranti, nonché sulle loro storie e situazioni occupazionali maggiormente ricorrenti, come strumenti utili per la comprensione dei vari casi e per favorire la scelta, da parte degli operatori, delle strategie di prevenzione del rischio.

  • Analizzare in che modo si manifesta e può essere percepita la diversità culturale, in termini generali e rispetto al mondo del lavoro, nell’ottica del rafforzamento della sensibilità culturale necessaria per potere rapportarsi ad essa.

  • Analizzare criticamente il significato di prevenzione nei luoghi di lavoro, alla luce delle valenze socio-culturali ed etiche.

  • Aumentare le competenze dei partecipanti relativamente ai concetti attualmente utilizzati nella lettura e nella interpretazione dei determinanti della salute in un’ottica sociosanitaria propedeutica alla messa in campo di interventi rivolti alle persone migranti.

  • Valorizzare i principi guida che ispirano la normativa e le politiche inerenti i migranti che riguardano direttamente o hanno ricadute indirette sull’attività di prevenzione nei luoghi di lavoro e verificare, attraverso strumenti di valutazione, l’efficacia degli interventi messi incampo.

  • Esaminare criticamente i principali modelli e alcune pratiche relative alla comunicazione interculturale.

  • Favorire una valutazione critica del concetto di ‘rete’ e di ‘sistema’ offrendo strumenti e modalità per l’individuazione dei diversi attori presenti sul territorio funzionali a costruire interventi di prevenzione efficaci rispetto al tema della sicurezza sul lavoro.

  • Mettere a punto ed analizzare strategie utili per coinvolgere gli attori individuati, fornendo modelli di progettazione degli interventi in grado di promuovere nei migranti una responsabilità consapevole verso la propria salute nell’ambiente di lavoro.

Il corso è stato strutturato in 4 moduli, che sono stati fruiti a distanza (FAD), con una parte introduttiva ed una parte finalein presenza svolte a livello di Aree vaste, che hanno permesso la condivisione dell’approccio del corso e della metodologia utilizzata, l’acquisizione delle competenze tecniche necessarie per fruire della componente di formazione a distanza, l’approfondimento di alcuni temi affrontati, nonché lo svolgimento delle valutazioni relative al corso.

Il primo modulo, “I migranti in Toscana”, ha tracciato un quadro relativo alla presenza migrante sul territorio toscano, partendo dalla ricostruzione dei flussi migratori e dall’analisi socio-demografica dei principali gruppi migranti. Il modulo ha descritto, inoltre, il profilo dei migranti lavoratori in Toscana, mettendo in evidenza i maggiori rischi cui vanno incontro sui luoghi di lavoro.

Il secondo modulo, “Migranti e lavoro: una lettura socio-antropologica”, ha permesso un’analisi critica di alcuni presupposti che possono rendere conflittuale l’incontro con i migranti, quale la diversità culturale, l’identità, l’uso di stereotipi e pregiudizi, specificamente in relazione alle dimensioni proprie della prevenzione sui luoghi di lavoro, quali l’esercizio dell’autorità, il controllo e il rispetto della norma. Sono state così affrontate le principali questioni relative al potenziale dissidio culturale ed etico-sociale sollevato dalla presenza dei migranti nell’ambito lavorativo, anche in relazione alla percezione del rischio e dei significati attribuiti alla prevenzione.

Il terzo modulo, “Strumenti per costruire interventi di prevenzione rivolti ai migranti”, ha proposto una disamina di alcuni concetti teorico-operativi di riferimento che rappresentano elementi necessari alla lettura dei contesti della salute in un’ottica sociosanitaria. Il modulo, inoltre, ha permesso di mettere a fuoco i principi guida della normativa inerente i migranti che riguardano direttamente o hanno ricadute indirette sull’attività di prevenzione nei luoghi di lavoro, nonché gli elementi fondamentali del processo di valutazione, sempre nell’ottica di implementare il quadro di riferimento degli interventi di prevenzione. Sono stati, infine, trattati i modelli e le pratiche della comunicazione interculturale, quale strategia operativa efficace per tali interventi.

Il quarto modulo, “Le risorse di sistema e le reti del territorio”, ha analizzato i concetti di rete e di sistema, fornendo alcuni strumenti funzionali ad identificare i diversi attori e le realtà istituzionali ed associative presenti sul territorio, interlocutori questi che possono essere coinvolti negli interventi di prevenzione rivolti ai migranti. Inoltre il modulo ha messo in rilievo l’importanza della partecipazione attiva di questi attori e realtà già nella fase di progettazione degli interventi, secondo un’ottica di offerta attiva e di empowerment, dando indicazioni per come metterle in atto.

L’erogazione della componente FAD del corso è stata effettuata attraverso il portale Trio per la formazione a distanza della Regione Toscana (www.progettotrio.it), che ha garantito gratuitamente anche un supporto tecnico della piattaforma FAD

Parti integrati del percorso formativo sono state infine la parte introduttiva, finalizzata a fornire ai partecipanti gli strumenti concettuali e metodologici basilari per un’attiva partecipazione al corso, nonché alla facilitazione dell’alfabetizzazione rispetto alla piattaforma di erogazione di formazione a distanza, e la parte conclusiva, utile al confronto, alla rielaborazione del percorso formativo effettuato e alla valutazione finale. La componente residenziale ha alternato lezioni frontali, lavori di gruppo, visione di materiali audiovisivi, discussioni e confronti con esperti e migranti, esercitazioni. In particolare l’approccio utilizzato nella componente FAD dell’apprendimento basato su problemi, che risulta essere più efficace in contesti di formazione per adulti professionisti, è stato proposto anche per la componente residenziale.

Rispetto alla valutazione, sono stati utilizzati i seguenti strumenti:

  • pre – post test: all’inizio del corso è stato somministrato un test auto-valutativo che è stato riproposto al termine della componete FAD. Questo test ha avuto finalità formative per permettere ai partecipanti di auto-valutare il livello delle conoscenze pregresse e di rilevare miglioramenti nel livello di conoscenze sui temi trattati raggiunto dai partecipanti grazie al percorso formativo. Il test è stato composto da 12 domande (3 per ogni modulo didattico) a scelta multipla, di cui solo una esatta;
  • test di valutazione finale: al termine del corso è stato somministrato un questionario per la valutazione certificativa delle competenze. Il test, con risposte a scelta multipla, ha compreso domande relative all’intero percorso formativo;

  • questionario di gradimento: al termine del corso i partecipanti sono stati inviati a compilare un questionario di valutazione della qualità percepita del corso, composto da items a scala ordinale.