L'Albero della Salute
Promozione della salute dei migranti
e delle comunità

Un modello di intervento sulla salute

Breve storia…

L’Albero della Salute è un modello di intervento sulla salute dei migranti e delle comunità locali realizzato da Elisabetta Confaloni, con la collaborazione di una rete di psicologi sociali e di comunità,  etnopischiatri, antropologi, sociologi, comunicatori, esperti di migrazioni, formatori (…) e nato a Prato sul territorio toscano, dove dal 2001 al 2005 ha svolto le funzioni di Progetto regionale. Dal 2005 al 2013 ha svolto le funzioni di Struttura di riferimento per la promozione della salute dei migranti – Regione Toscana – con delibera regionale n.1126 del 21-11-2005. Da gennaio 2014 opera in autonomia mettendo al servizio dei diversi territori la lunga esperienza e le competenze specifiche sviluppate

Come enunciato nel Piano Sanitario Regionale 2005, in Toscana la Struttura era stata istituita con la finalità di porre al servizio dell’intero territorio toscano la sua funzione di analisi, modellizzazione, elaborazione di percorsi e pratiche finalizzate a favorire la promozione della salute dei migranti, affiancando le aziende sociosanitarie e ospedaliere nella sperimentazione e attuazione di quel modello di mediazione culturale, emergente nel lavoro di rete europeo e nazionale, che viene definito di sistema.

Nel 2001 Prato era un territorio con marcato ritmo di crescita migratoria, superiore, fino a pochi anni fa, a quello medio regionale, noto per la sua attrattività verso numerosi gruppi, tra cui si è imposto a lungo quello cinese. Nell’arco di quasi quindici anni, i flussi migratori in Italia sono aumentati ad un ritmo esponenziale e la presenza delle persone migranti in Italia ha trasformato la fisionomia della società italiana obbligandola ad un confronto con linguaggi e culture portatori di visioni e saper fare. L’Albero della Salute ha rappresentato un osservatorio privilegiato di queste trasformazioni e un campo di esperienza di metodologie rivolte alla trasformazione della culture organizzative dei servizi, ma anche di messa a valore dell’apporto delle visioni dei migranti nella ridefinizione di un concetto di salute complesso e articolato

La mission dell’Albero della Salute :

  • Favorire il riconoscimento e la valorizzazione della pluralità delle visioni di salute e malattia che caratterizzano le identità individuali e culturali.
  • Adoperarsi per l’abbattimento delle barriere che possono ostacolare il diritto alla salute dei migranti e la conseguente fruizione dei servizi.
  • Promuovere la ‘sensibilità culturale’ a livello territoriale e nei servizi socio-sanitari, come raccomandato dagli organismi internazionali e dalla Dichiarazione di Amsterdam (2004, www.mfh-eu.net/conf).
  • Favorire la riflessione sulle diverse modalità di mediazione nell’ambito della salute e sostenerne l’esercizio nei servizi socio-sanitari.
  • Orientare cittadini e operatori ad un utilizzo articolato delle risorse di salute (Biomedicina, M.n.C., M.T.).
  • Realizzare interventi integrati attraverso l’applicazione e il perseguimento di strategie essenziali come l’empowerment  e l’offerta attiva di servizi
  • Contribuire al dibattito sui ruoli e le finalità della mediazione culturale
  • Contribuire alla riflessione e alla valorizzazione del concetto di vulnerabilità che caratterizza gli esseri umani (Cfr. Conferenza di Barcellona 1998)
  • Adoperarsi per il contrasto dei processi di ‘disumanizzazione’  che, a partire dal disconoscimento dei valori di autonomia, dignità e integrità degli esseri umani favoriscono dimensioni discriminatorie e degradanti

- Impegnandosi nel monitoraggio e nella vigilanza della rilevazione dei dati, relativamente ai bisogni di salute dei migranti, con particolare attenzione a quelli delle donne, dei bambini e dei gruppi “socialmente fragili”, a rischio di esclusione dall’accesso ai servizi.

- Dedicandosi allo sviluppo di una strategia comunicativa complessiva, in rete tra le aziende, che preveda l’elaborazione di materiali informativi in lingua, elaborati secondo protocolli condivisi e verificati con cittadini stranieri, e la diffusione di informazioni uniformi e conformi alle normative sul diritto alla salute dei cittadini migranti nei servizi sociosanitari finalizzati al sostegno di comportamenti preventivi.

- Razionalizzando le risorse e gli strumenti di mediazione culturale volti a favorire la comunicazione linguistica – culturale e a valorizzare la presenza e il ruolo dei mediatori all’interno di progettualità comuni e condivise tra aziende e territorio.

- Sviluppando nuove proposte formative rivolte ad operatori sociosanitari, attraverso metodi partecipativi che favoriscano l’inclusione dei migranti all’interno delle progettualità relative ai bisogni di salute propri e condivisi con il territorio, conferendo alle tematiche interculturali un ruolo di preminenza all’interno dei piani formativi aziendali (tra il 2001 e il 2009 sono stati formati oltre 1500 operatori).

L’Albero della Salute ha acquisito una consolidata esperienza nel settore socio sanitario in Italia e nel lavoro di rete internazionale realizzando campagne di promozione sanitaria rivolte a diversi gruppi di popolazioni; ha prodotto materiale di informazione sanitaria in varie lingue e per diverse comunità, ha organizzato numerosi corsi di formazione sul tema salute e immigrati a beneficio di diversi target, ha organizzato conferenze, seminari e riunioni tecniche sia Nazionali che Internazionali e condotto ricerche scientifiche su queste tematiche. Tutte le attività promosse sono rivolte a: istituzioni, cittadini italiani e stranieri, medici, operatori socio-sanitari, insegnanti e studenti all’interno di uno spazio di riflessione e formazione sulla promozione e sulla cultura della salute.

Dall’anno 2003 sono iniziate un’importante serie di collaborazioni nazionali ed internazionali: dal partenariato con il Centro George Devereux dell’Università Parigi VIII, finalizzato alla realizzazione di una formazione innovativa per l’azienda USL4 di Prato e in cui sono intervenuti esperti interni alla cultura di origine, come Lucien Hounkpatin, Abdelhafid Chlyeh, Albert Doja, Dariusch Atighetchi, all’incontro nel 2006 con la ricercatrice Lai Fong Chiu, docente all’Institute of Health Sciences and Public Health Research dell’University of Leeds, consolidatosi negli anni, sino alla promozione del modello dell’Educatore di Salute di Comunità presentato nel progetto Artemis, finanziato  dal Fondo FEI 2009 .

Tra il 2006 e il 2008 l’ADS ha curato e coordinato due importanti progetti per la Regione Toscana: Mum Health e Rete Sensibile che rappresentano i primi esempi di diffusione di una cultura organizzativa dei servizi ispirata all’ottica di sistema e che valorizzi l’attivazione della sensibilità culturale negli operatori sanitari. Nel 2007 il prgetto Mum Health è stato eletto a case study nella confrerenza di Vienna del progetto HPH.

Di particolare rilievo le collaborazionicon i progetti internazionali, Mighrer (Migrants and Healthcare: Responses by European Regions) – in qualità di focal point della Regione Toscana e partecipando al gruppo di lavoro empowerment dei pazienti – e MFH (Migrant Friendly Hospital). Il progetto europeo Migrant Friendly Hospital, sviluppatosi all’interno del programma di sanità pubblica della Comunità Europea, ha coinvolto 12 organizzazioni sanitarie europee in una serrata attività congiunta durata due anni e ne sono state sintetizzate le raccomandazioni nella Dichiarazione di Amsterdam[1] (2004, www.mfh-eu.net/conf).

L’Albero della salute ha recepito il messaggio della Conferenza e si è fatto carico di riecheggiarlo e trasmetterlo. Nel corso del XXI Laboratorio pubblico, svoltosi a Prato nel febbraio 2005 (Il ciclo della vita IV: La manutenzione della Vita nelle società multiculturali. Quattro anni di attività del progetto L’albero della salute sul territorio pratese”) è stata diffusa la Dichiarazione di Amsterdam con il supporto di Antonio Chiarenza, Coordinatore della Task Force MFH per l’Italia.

Hanno fatto seguito progetti in varie aree del sistema sanitario (URP Mutliculturale, Pronto Soccorso) ed expertise per alcune campagne informative della Regione Toscana regionali rivolte alle persone migranti. Nel 2010 l’Albero della Salute è stato selezionato come eccellenza nell’area della promozione della salute dei migranti nell’ambito del Progetto Toscana 2020, della Presidenza della Regione Toscana.

Con il Progetto Artemis – finanziato su Fondo FEI 2009 per assegnazione diretta dal Ministero della Salute – in cui l’Albero della Salute ha partecipato in qualità di partner insieme all’istituto Superiore di Sanità e a OIM, Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, la Struttura ha sperimentato un percorso innovativo nell’ambito della mediazione interculturale e dell’accesso ai servizi sanitari: gli educatori di salute di comunità lavorano infatti sul potenziale trasformativo delle persone, delle comunità e delle istituzioni, trasformando utenti dei servizi in attori e promotori di salute per le comunità stesse.

L’obiettivo attuale è quello di valorizzare la specificità del modello realizzato confrontandolo con le peculiarità locali e ponendolo al servizio dei territori, degli attori istituzionali e del terzo settore per favorire l’attuazione di policy culturalmente sensibili e sistemiche


[1] L’importanza della Dichiarazione di Amsterdam consiste: nell’individuare il focus delle politiche relative ai migranti nella necessità di adeguazione dei servizi a standard internazionali condivisi in Europa che muovono dalla volontà di garantire il rispetto del diritto alla salute per i migranti e di prevenire e correggere le disparità di trattamento. Nell’intento di coinvolgere in tali azioni tutti i soggetti che condividono responsabilità e interessi relativi alla salute sociosanitaria dei territori)